I sentieri di Dio

 

La Via Francigena, detta anche Romea, promuove un patrimonio legato alle identità culturali europee partendo da un itinerario storico che si esprime attraverso un fascio di strade, sulle quali si è formata la storia dell’Europa nei secoli scorsi.
 E’ un’antica via percorsa fin dal medioevo che collega attraverso il territorio francese, da cui prende il nome, l’Europa settentrionale e occidentale a Roma. Il percorso ufficiale della Via Francigena ha una lunghezza di 1.800 chilometri ed è articolato in 79 tappe, da Canterbury fino a Roma. Dopo aver attraversato lo Stretto della Manica, il pellegrino approda in Francia, precisamente nel Nord-Pas-de-Calais. Le altre regioni francesi interessate dal percorso sono: la Champagne-Ardenne, la Picardie et la Franche-Comté. Lasciata alle spalle la Francia, la Via Francigena attraversa la Svizzera nei cantoni di Vaud e Valais. In Italia l’antica via attraversa sette regioni – Valle d’Aosta, Piemonte, Lombardia, Emilia Romagna, Liguria, Toscana, Lazio – e 140 Comuni, per un totale di 45 tappe. 
La strada era percorsa da mercanti e briganti in cerca di denaro, da crociati in cerca di gloria o, più semplicemente da uomini in cerca di se stessi. Il fascino della solitudine, la sensazione di straniamento, la devozione religiosa verso Dio, accompagnavano il devoto verso il cuore della Santità.  Tre erano le destinazioni di maggior prestigio per l’umanità migrante: Roma, luogo del martirio dei Santi Pietro e Paolo; Santiago de Compostela, alla volta della tomba dell’apostolo San Giacomo; Gerusalemme, la Terra Santa. Nell’Alto Medioevo, attorno al VII secolo, i Longobardi contendevano il territorio italiano ai Bizantini. C’era l’esigenza di collegare il Regno di Pavia e i ducati meridionali tramite una via sufficientemente sicura che valicava l’Appennino in corrispondenza dell’attuale Passo della Cisa. Il percorso prese il nome di “Via di Monte Bardone”, che successivamente quando la dominazione Longobarda lasciò il posto a quella dei Franchi, anche la Via di Monte Bardone cambiò il nome in Via Francigena.
L’uso crescente della Francigena come via di commercio portò a un eccezionale sviluppo di molti centri lungo il percorso. La Via divenne strategica per trasportare verso i mercati del nord Europa le merci provenienti dall’oriente (seta, spezie) e scambiarli, in genere nelle fiere della Champagne.
Consiglio vivamente ai turisti italiani e stranieri di provare in prima persona l’esperienza della Via Francigena perché è una bellissima esperienza e amplia le conoscenze del territorio.

L’antica Formiae fu un centro di grande importanza strategica a livello economico e commerciale grazie alla sua posizione lungo la Via Appia, tra Capua e Roma.  
La località fu una delle predilette dai romani per la villeggiatura; la presenza del mare, la mitezza del clima, le bellezze naturalistiche dei dintorni e, non da ultimo la vicinanza a Roma la resero appetibile per l’edificazione di dimore vacanziere di illustri personaggi, fra i quali spicca il celebre oratore romano Cicerone.   
Una Tappa della Via Francigena ricca di suggestioni in cui la Via Appia è protagonista, dove ritroviamo la città di Formia, prima positiva e poi negativa: nella prima parte proviamo l’emozione di attraversare uno straordinario tratto dell’Appia Antica di 31.7 km, che ha mantenuto in gran parte il suo aspetto originario. Nella seconda parte siamo costretti a camminare lungo la carreggiata dell’Appia Nuova, il cui traffico intenso e veloce richiede la massima prudenza da parte dei pellegrini di oggi. 
Percorriamo gli ultimi chilometri in territorio laziale e arriviamo a Sessa Aurunca, per sconfinare nel tratto campano della Via Francigena nel Sud di 31.8 km. L’itinerario è interessato in gran parte da strade asfaltate, che rendono il percorso meno affascinante rispetto alle tappe precedenti. In corrispondenza del torrente Garigliano possiamo visitare il bel complesso archeologico dell’antica Minturnae.